I YOU WE

Dissi che avresti dovuto farlo. Tu dicesti di no. Ne parlammo e accordammo che forse ti sarei potuto venire incontro. Dissi che avevi torto. Tu insistevi di aver ragione. Ci demmo la mano, e il torto e la ragione non ebbero più ragione di esistere.
Iniziai a piangere. Iniziasti a piangere anche tu. Ci abbracciammo, e fra di noi crebbe un fiore di pace.
Quanto amo questo mistero chiamato Noi! Da dove è venuto fuori, forse dal nulla? Ci ho pensato e sono giunto ad una conclusione: mi sa che Noi è il figlio preferito dell’amore, perché finché non ti vengo incontro, Noi non esiste nemmeno. Arriva sulle ali della tenerezza; parla attraverso la nostra silenziosa comprensione. Quando rido di me, esso sorride. Quando ti perdono, danza in giubilo.
Quindi, Noi non è più una scelta, non se io e te decidiamo di crescere insieme. Noi ci unisce, e ci rende più forti; si fa carico del nostro fardello quando io e te siamo pronti a mollare. A dir la verità, io e te ci saremmo arresi da molto tempo, ma Noi non ci ha lasciati. È troppo saggio. “Guardate nei vostri cuori”, dice. “Cosa vedete? Non io e te, ma solo Noi”.

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