Speciale 13 Giugno: perché Michael Jackson era davvero INNOCENTE
Come ben sappiamo, il 13 giugno 2005 la Giuria del tribunale di S. Maria dichiarò ufficialmente Michael Jackson «non colpevole» per tutti i 14 capi d'imputazione a suo carico, ponendo fine con un'assoluzione completa quello che fu definito «il Processo del Secolo» e chiudendo così una delle pagine più amare e vergognose della storia giudiziaria statunitense.
Un processo che non sarebbe mai dovuto nemmeno cominciare, perché altro non fu se non una caccia alle streghe priva di fondamento.
E questo è un dato di fatto, non perché Michael Jackson debba essere considerato innocente a prescindere, ma perché quel procedimento a suo carico fu soltanto frutto di una squallida macchinazione ai suoi danni, tra accanimento mediatico, pregiudizio (probabilmente anche razziale), voglia di "soldi facili" e intenti vendicativi della peggior specie.
Nel ventennale di quella che l'avvocato di MJ Tom Mesereau definì «una parodia della giustizia», vi proponiamo un articolo di Ramona da Giwargis del 27 febbraio 2005, tradotto dalla nostra preziosissima Emanuela Arezzi, che ci guida attraverso una lucida e obiettiva analisi dei fatti per far emergere un'unica, inequivocabile verità: Michael Jackson era davvero innocente, ma a tale convinzione potremo arrivare solo se non permetteremo alla parzialità dei media di farci il "lavaggio del cervello".
Alziamoci, e difendiamolo.
«Solo per un istante, chiudete gli occhi e cancellate ogni pensiero, memoria, ricordo e traccia di “notizie” che potete aver sentito su Michael Jackson. Questo include tutto ciò che potete aver visto in TV, letto su un giornale o sentito dire da amici, colleghi o coetanei.
Questo articolo riporta soltanto i fatti, e così facendo si spera di poter modificare le percezioni sul Re del Pop, in particolare alla luce delle recenti accuse che hanno calunniato il suo nome.
Attraverso il mio articolo, vi presenterò solo i fatti e i dettagli del caso, l'accusatore adolescente e lo stesso Jackson. Questo è l'altro lato che spesso non viene riportato dai media.
Quindi prendetevi un attimo, liberate la mente dai pensieri negativi e dalle immagini che vi sono arrivate nel corso degli anni, e cancellate tutte le indicazioni di parzialità. Ora siete pronti ad aprire gli occhi e il cuore per vedere il caso Michael Jackson in una nuova prospettiva. Quando avrò finito di presentarvi i fatti, potrete giudicare e formarvi un parere.
Cominciamo analizzando attentamente il caso.
Ecco i fatti di base: un adolescente colpito dal cancro si è fatto avanti nel corso dell'anno passato e ha accusato Michael Jackson di averlo molestato. Immediatamente, il nostro cuore va a questo bambino, ed è probabilmente una reazione umana, soprattutto in considerazione del fatto che è malato.
Ma ci sono alcuni dettagli sull'accusatore che potreste non conoscere: chi ha accusato Jackson è lo stesso ragazzino che nel documentario di Martin Bashir - 'Living with Michael Jackson' - si vede difenderlo categoricamente.
Nel documentario, il giornalista Martin Bashir intervista Jackson e lo segue nella sua vita quotidiana per un certo numero di mesi, nel tentativo di conoscerlo e rivelare il vero Michael Jackson.
Nel corso dell'intervista, Bashir fa delle domande all'artista e a questo ragazzo sulla loro relazione. Oggi, a causa della copertura mediatica del caso e di un ordine di bavaglio emesso dal giudice, i programmi televisivi non possono mandare in onda lo spezzone del documentario dove si vede il giovane, e comunque il volto del giovane è sfocato e quindi non può essere riconosciuto.
Ma chi ha visto il documentario nella sua interezza quando andò in onda originariamente (prima che questo ragazzino si facesse avanti con le sue accuse) ricorderà chiaramente le parole e le immagini che ha visto.
È lo stesso ragazzo!! Lo stesso giovane che NON accusava Michael Jackson di molestie davanti alle telecamere, lo stesso giovane che gli teneva la mano e che amorevolmente appoggiava la testa sulla sua spalla e che parlava con passione per difenderlo, numerose volte.
Anche mentre era martellato dalle domande di Bashir, il ragazzo diceva di voler bene a Jackson, di non credere che ci fosse qualcosa di sbagliato a trascorrere tanto tempo con lui, e che Jackson gli aveva “salvato” la vita. Spiega di avere il cancro e ammette che stava per morire.
Secondo il racconto del ragazzo, Jackson generosamente si è occupato di lui e lo ha aiutato a riprendersi. Quando Bashir chiede al ragazzo se ci sia qualcosa di “sbagliato” nel dormire insieme, lui comincia subito con la difesa di Jackson, dicendo che il tutto è molto innocente e che niente di sessuale è mai avvenuto.
A Bashir spiega che Jackson è stato molto buono con lui, e lo ringrazia per averlo aiutato durante la sua malattia.
Ora, appena pochi mesi più tardi, questo stesso ragazzo accusa Jackson di comportamento inadeguato. Pur non potendo più vedere il suo volto (per la legge sulla protezione dei minori), si è avuta la conferma che sia lo stesso ragazzo seduto accanto a Jackson nel documentario, dove lo difende con passione.
Allora, che cosa è cambiato nel giro di pochi mesi? È possibile che il ragazzino sia stato istruito dai suoi genitori e da altri intorno a lui?
Non ha senso supporre che i suoi genitori vogliano sfruttare la stretta amicizia del figlio con Jackson per avere l'occasione di “arraffare” qualche milione di dollari?
La passione che il ragazzo mostra per Jackson davanti alle telecamere non era falsa. Ma se prima lo difendeva, perchè ha cambiato la sua storia, adesso?
Purtroppo, seguendo la cultura dell'“arricchirsi rapidamente” è facile approfittare della generosità di qualcuno, specialmente se si ha la fortuna di essere invitati nella sua vita. È difficile credere che questo ragazzo possa cambiare drasticamente la sua storia nel giro di pochi mesi. Questo tipo di cambiamento improvviso proprio non ha senso. A meno che non vi sia la possibilità di fare un sacco di soldi.
Ora diamo un'occhiata al giornalismo sensazionalistico e alla capacità di un giornalista di distorcere la verità.
Martin Bashir, il giornalista responsabile di questo documentario contorto, aveva promesso a Jackson uno sguardo giusto e imparziale sul suo stile di vita. In cambio, un molto fiducioso Jackson lo fa entrare in casa sua, fa amicizia con lui e lo introduce nella sua vita privata per un certo numero di mesi.
Ma invece di consegnargli ciò che aveva promesso, Bashir abbandona la sua etica giornalistica ed editoriale per l'intero documentario. Approfittando del privilegio di essere riuscito ad entrare nel suo mondo - qualunque giornalista avrebbe ucciso per essere al suo posto - non mantiene la promessa di essere equo ed equilibrato.
Sfortunatamente per Jackson, ha scelto il giornalista sbagliato di cui fidarsi. Una volta terminate le riprese, con grande sorpresa e sgomento di Jackson, il mondo ha assistito in stato di shock alla messa in onda del documentario 'Living with Michael Jackson' sulla ABC.
Era l'esatto contrario di quanto promesso da Bashir. Invece di realizzare un giusto punto di vista che beneficiasse Jackson, lui ha usato la tattica del giornalismo sensazionalista e una varietà di tecniche di 'editing video' per farci vedere un Jackson strano e completamente fuori controllo.
Durante il mixaggio, poi, ha aggiunto la propria “narrazione”, e gli sentiamo dire cose come “Che strano che è Michael!” oppure “Ho cominciato a preoccuparmi per i suoi figli...”, dando al documentario un'aria molto negativa e parziale.
Bashir ha infranto la regola fondamentale del giornalismo e calpestato del tutto il codice etico di ogni giornalista, condividendo i suoi pregiudizi personali.
Dovrete essere equi e relazionare solo i fatti. E questo vi permetterà di decidere.
Ma da quando i giornalisti trasmettono i propri pareri e i propri pregiudizi?
Passiamo alla mancanza di valori di Bashir.
C'è un punto fondamentale.
Jackson è stato abbastanza intelligente da assumere la sua équipe-video personale per seguirlo durante tutto il percorso delle riprese del documentario. E le riprese dietro le quinte catturate dalla sua troupe personale raccontano una storia molto diversa.
In privato (registrato sul nastro di Jackson), Bashir contraddice se stesso più volte e ci racconta un Jackson che è l'esatto contrario!! Sentiamo dirgli che è un grande padre, un padre “amorevole”.
Questo filmato è stato trasmesso in un altro documentario su Fox che ha difeso Jackson e rivelato la doppia faccia di Bashir. Il documentario che rivela la vera storia dietro l'intervista di Bashir fu mandato in onda pochi giorni dopo, durante il talk show Maury Povich.
Nelle registrazioni private, Bashir loda ipocritamente il rapporto di Jackson con i suoi figli. Ad un certo punto, dice a Jackson:
“Il rapporto con i tuoi bambini è spettacolare. Mi viene quasi da piangere quando ti vedo con loro, perché l'interazione con loro è così naturale, così amorevole, così premurosa”.
Ma questo è completamente l'opposto dell'immagine di Jackson che ha ritratto nel suo documentario, un'immagine che si è inventata per farlo apparire come un padre irresponsabile.
La verità è che Bashir ha approfittato della fiducia di Jackson, e lo ha tradito montando la storia in modo tale da farlo sembrare un mostro.
Si suppone che i giornalisti debbano essere equi ed equilibrati, e Bashir non è nessuna di queste due cose. Sia che si tratti di una vendetta personale contro Jackson o che l'abbia fatto con l'unico scopo di avere ascolti, quindici minuti di fama e di soldi alla svelta.
Fortunatamente per noi e grazie alla troupe personale di Jackson, Bashir si è rivelato completamente ipocrita e doppiogiochista.
Ora conosciamo la vera storia dietro quel documentario ridicolmente parziale, dopo aver sentito le dichiarazioni contraddittorie di Bashir.
Una vera vergogna per l'intera industria del giornalismo... ecco perchè le persone smettono di ascoltare le news.
Torniamo al caso.
Con la rappresentazione sleale dei media, si potrebbe pensare che Jackson sia già stato condannato. Ma ecco la realtà: non c'è uno straccio di prova che colleghi Jackson a qualsiasi atto illecito.
Tuttavia, osservando i commenti televisivi e le storie dei media sul caso, si potrebbe pensare che Jackson sia già stato giudicato colpevole! Indipendentemente dal parere personale, lui merita un giusto processo, come qualsiasi altro essere umano che viva in questo Paese.
Forse ogni tanto abbiamo tutti bisogno di questo richiamo a tutto volume: siamo innocenti fino a prova contraria. Non è mai stato giudicato colpevole, ma i media l'hanno condannato senza un giusto processo.
Un altro fatto interessante: il procuratore distrettuale di Santa Barbara che supervisiona il nuovo caso Michael Jackson, Tom Sneddon, si era anche occupato del caso del 1993. Ora, nel 2005, si occupa di nuovo di lui.
Lo stesso procuratore che cerca di inchiodare Jackson, di nuovo. Per la seconda volta.
Per quanto riguarda il personaggio Sneddon, l'avvocato Gary Dunlap ha detto:
“La gente non lo sa, ma qui nella contea del Nord c'è una situazione molto brutta, perchè da diversi anni Tom Sneddon e il suo assistente dominano praticamente l'intero sistema giudiziario della Contea di Santa Barbara.
Lui è molto potente, gestisce diversi rapporti senza alcuna opposizione. Il suo ufficio è molto potente e i funzionari pubblici sono intimiditi da lui, il personale giudiziario è intimidito da lui... voglio dire, può fare più o meno ciò che vuole”.
Potere? Intimidazioni? E allora perchè un personaggio come Sneddon si schiera contro Jackson per due volte, in due casi distinti?
Molti hanno detto che quell'uomo sembra chiedere “vendetta” contro Jackson.
Ecco ancora un altro fatto inquietante sul caso: la madre dell'accusatore è stata indagata per frode numerose volte nella sua vita.
Una recente relazione ha confermato che questa donna riceveva un sussidio, anche se il marito in quel momento aveva un reddito molto alto. Il suo fidanzato di allora (attuale marito) guadagnava 80 mila dollari all'anno, mentre lei riceveva i soldi dell'assistenza pubblica da parte dello Stato.
Nel suo passato, ha già una storia di estorsione alle spalle. Il padre [dell'accusatore] sostiene anche che l'ex-moglie abbia allenato i suoi figli a mentire in una causa contro un negozio della catena 'JC Penney' per cui lei, alla fine, ha ricevuto un risarcimento danni di 163.000 dollari.
“Scriveva le domande e le risposte per i bambini”, afferma l'ex-marito, “per fargliele studiare e fare pratica con lei”.
Inoltre, la famiglia del ragazzo che accusa Michael Jackson di molestie su minori è già stata coinvolta in due casi precedenti di abuso.
La madre dell'accusatore era alla ricerca di un “avvicinamento” di qualche tipo con Jackson – aveva anche assunto diversi avvocati e investigatori privati per scavare nella sua vita alla ricerca di qualcosa di “sporco” - ancor prima di incontrarlo, nel gennaio 2000!
La famiglia è anche coinvolta in casi di estorsione che coinvolgono altri personaggi famosi, tra cui David Letterman e Jay Leno. I testimoni sostengono che la donna scrivesse lettere alle celebrità per chiedere soldi per il figlio malato.
Ho sentito dire che una preoccupazione comune e fonte di dubbio per l'opinione pubblica siano le accuse di molestie del 1993.
Allora, che fine ha fatto oggi quella famiglia?
Amici e familiari sostengono che la famiglia, dopo aver intascato i soldi, si sia trasferita in un altro Paese. Questo comportamento fa nascere dei dubbi sulla sincerità di quelle accuse.
Se un mio familiare fosse stato molestato, non mi fermerei fino a quando il molestatore non fosse dietro le sbarre. Ma dopo che quella famiglia ha messo le mani sui soldi di Jackson, è scappata.
Le vittime di abusi (e i loro cari) di solito non sono appagati dal denaro, e vogliono avere la soddisfazione di vedere il colpevole dietro le sbarre in modo che non possa più fare del male a nessun altro. Loro, invece, hanno intascato i soldi e poi una bella, lunga vacanza.
Se Jackson fosse veramente un uomo che molesta i ragazzi, mi chiedo: perché c'è voluto tanto tempo prima che venisse fuori un'altra cosiddetta “vittima”?
Tra il 1993 e il 2005, sono passati dodici lunghi anni. Jackson accoglie migliaia di bambini bisognosi e malati nel suo Neverland Valley Ranch a Los Olivos ogni singolo anno. Nel corso di questi dodici lunghi anni, tutto è stato tranquillo e sereno.
Quindi se lui è malato, e non riesce a frenare i suoi impulsi, dove sono le altre vittime?
Non ci sono stati altri accusatori in dodici anni.
Tale intervallo di tempo non ha senso. In tutti questi anni, Jackson si è dedicato a dare gioia ai bambini meno fortunati, donando il suo tempo e i suoi milioni di dollari proprio all'infanzia che aiuta in tutto il mondo.
Voglio concludere spendendo una parola sulla copertura unilaterale dei media sul caso del 2005 e sulla loro ingiusta rappresentazione di Jackson.
Chiedetevi: come mai tutte le notizie sono negative? Beh, la risposta è semplice.
Le notizie negative fanno vendere, il motto è: “SE SANGUINA, FA NOTIZIA”. Ci dà la scossa. È il vedere i potenti che cadono, crollano e bruciano.
Prima di credere ad ogni piccola cosa che vediamo in televisione o leggiamo sui giornali, dobbiamo aprire gli occhi e imparare a giudicare.
Dobbiamo imparare a mettere in discussione le fonti da cui otteniamo le nostre informazioni, guardare dall'altra parte e cominciare a formarci le nostre opinioni. Non credete a tutto quello che leggete.
In questo Paese, siamo innocenti fino a prova contraria. Michael Jackson è un uomo che merita lo stesso trattamento e rispetto, come qualsiasi altro essere umano in questo mondo.
Non dobbiamo lasciare che i media lo deridano e crocifiggano un uomo innocente. Dobbiamo prendere una posizione.
Così, la prossima volta che vi troverete in una stanza e parlerete di Jackson, ALZATEVI E DIFENDETELO.
Fate notare i fatti e “l'altra parte” della storia alla gente, e aprite gli occhi alla verità. Insieme, possiamo battere la negatività e salvare un uomo che ha fatto innumerevoli opere buone per il nostro mondo. Ho fede che Jackson sarà assolto da queste accuse, e continuerà a regnare come il Re del Pop, come il Re che è realmente.
Non lasciate che la parzialità dei media vi faccia il lavaggio del cervello: aprite gli occhi, aprite il vostro cuore, e prendete una posizione»
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