‘Michael’,la recensione: bello senz’anima..

Per vedere il nuovo Michael, opera di Antoine Fuqua che racconta i primi anni di vita del Re del Pop, abbiamo fatto le cose in grande e siamo volati a Berlino per l’anteprima internazionale. Ci siamo trovati di fronte a una sorta di weekend a tema. Parliamo di Michael Jackson, il budget non manca. E quindi via di red carpet con cast e famiglia (che in questo caso possono coincidere), celebrities, influencer, media da tutto il mondo. Ma guardare il film non basta, e quindi siamo stati anche in una sorta di Gardaland dedicato. Quattro piani pieni di experience tra studio di registrazione ricreato ad hoc dove poter rovinare alcuni classici, marchingegni per il moonwalk, vestiti originali e un sacco di cose che hanno impegnato i creator. Insomma, il paradiso dei fan. Ma, tolto lo sfarzo, com’è questo biopic? Partiamo dicendo che la parola biopic ci fa già un po’ alzare un sopracciglio: trovarne uno che sia lievemente sfaccettato sta diventando tosto. Soprattutto se i parenti del protagonista sono vivi, vegeti e coinvolti nella produzione. Restiamo fiduciosi per quello di Madonna, ne vorremmo uno tratto dalla biografia di Britney, ci è piaciuto Rocket Man di Elton John. Per il resto è difficile che i pianeti riescano ad allinearsi e che tra tutte le persone con diritto di parola ci sia l’obiettivo comune di raccontare una storia umana, e quindi fatta di alti, bassi, luci, ombre. Personalmente non vorrei sapere niente degli artisti, credo abbiano fatto la storia proprio perché non sapevamo nulla, ma se proprio dobbiamo trasportare le loro vite al cinema sarebbe carino trovarci qualcosa di reale. Magari attraverso i punti di vista di chi c’era o provando nuove angolazioni. Se proprio dobbiamo farli, questi biopic, ci dicessero qualcosa che non sappiamo. Il fatto è che viviamo nel tempo in cui queste narrazioni non sono più possibili. È tutto a senso unico, bello o brutto, bianco o nero (qui Black or White, sorry), e quello che c’è in mezzo rimane in mezzo, sepolto. Attenzione, non voglio dire che Michael sia un brutto film. Jaafar Jackson, figlio di Jermaine e nipote di MJ, è bravissimo. Assomiglia in modo impressionante allo zio, è confident, regge le due ore di film in cui, oltre a recitare, ricrea alcune esibizioni mitologiche di Jacko. Provate voi a interpretare un ruolo così senza pensare al paragone che ogni persona farà con quella che è stata la popstar più grande di sempre. Tolto il protagonista, veniamo alla storia: la pellicola racconta (o dovrebbe) la prima parte della vita di Michael, prima degli scandali. Ok. Ci sono chiaramente le canzoni, e ok pure quelle. C’è la storia di un bambino con un talento enorme che riesce a prendere il controllo della sua vita contro un padre padrone (Colman Domingo pazzesco) e che conquista il mondo. E poi? Di base tutto somiglia più a una fiaba che a una vita reale, con MJ che ne esce come un moderno San Francesco (ma pure come «un eterno Peter Pan», cit. di una grandissima youtuber). La sua Assisi è Gary, cittadina dell’Indiana, e il Santo che abbiamo scelto non è casuale, capirete guardando. Poi c’è il papà cattivo, c’è la mamma che lo sostiene, ci sono i fratelli di contorno. Ma neanche tutti: Janet ha preso le distanze da questa operazione e quindi puff, non è mai esistita (e parliamo di Janet Jackson, signori: era decisamente più sacrificabile La Toya, con tutta la simpatia). Scelta, quella di evitare ogni rapporto con la pellicola, fatta anche dalla figlia Paris, che ha ribadito che «quello che vedete è fiction, non la realtà. Uno dei motivi principali per cui non ho detto nulla fino ad ora è che so che molti di voi ne saranno contenti. Il film si rivolge a una fetta molto specifica dei fan di mio padre, quelli che vivono ancora nel mondo della fantasia». Ecco, pur non sapendo a cosa si riferisca Paris nello specifico, ci sentiamo di concordare con lei. Di nuovo: a cosa servono i biopic se non aggiungono qualcosa o se non accendono la luce su un aspetto di cui ancora si è parlato poco? A “celebrare”, che si può leggere anche come “ripulire l’immagine e far circolare tutto il resto”. Canzoni, diritti, ristampe (io stesso ho comprato il vinile di Dangerous al merch berlinese: che fai, lo lasci lì?). Michael è una di quelle celeb che da morte valgono quanto valevano da vive, se non di più. Ed è quindi un bene per tutti che la macchina rimanga oliata. E dopo il musical Thriller Live, rimasto in scena nel West End per 11 anni, e MJ the Musical, ecco che arriva il film. Che, ripetiamo, non è neanche male. Ma che è impossibile guardare senza la lente che lo fa apparire principalmente come una grossa operazione puramente celebrativa e di marketing. Sarebbe curioso capire cosa ne pensano i fan “che vivono nella realtà”. Quelli che conoscono la sua storia meglio di così, e che forse vorrebbero vedere davvero qualcosa che si avvicina un pochino di più alla parola “bio”. Fatte queste premesse, uscirete dal cinema con la voglia di riascoltare la sua discografia. Chi ne detiene i diritti ringrazia.

8 commenti:

  1. https://www.rollingstone.it/cinema-tv/recensioni-film-e-serie/michael-bello-senzanima/1026708/

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    1. Va be', quelli di Rollingstone hanno sempre da dire qualcosa di negativo per tutto ciò che tratta del Jackson.
      Sono più acidi di me.
      Aspettiamo la Lore-review e poi decidiamo.
      Io sono scettica

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    2. Nell'articolo di RS qui sopra, è citata "Una grandissima youtuber" che avrebbe detto che MJ esce da questa fiaba come "Un eterno Peter Pan"...
      Ma com'è originale questa grandissima youtuber!

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    3. Finchè non lo andremo a vedere anche noi avremo forse dei dubbi.Da alcuni video sui social,ho avuto modo di vedere che le performance musicali(Human Nature del Victory tour e Bad del Bad tour)sembrano essere molto coinvolgenti.Molti stanno scrivendo di aver avuto l'impressione di rivedere Michael..

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  2. Nelle anteprime del giovedì negli Stati Uniti, infatti, Michael Jackson ha incassato tra i 12,5 e i 13,5 milioni di dollari: si tratta del miglior risultato di sempre per un biopic musicale (il record di incassi delle anteprime di "Straight Outta Compton" era di 4,96 milioni di dollari, che si tradussero in un incasso record per il sottogenere di 60,2 milioni di dollari). Queste cifre arrivano dopo che le prevendite del film diretto da Antonie Fuqua, prodotto da Graham King e scritto da John Logan hanno superato quelle di Project Hail Mary, miglior debutto live-action del 2026 negli USA (e secondo miglior debutto dietro a Super Mario Galaxy).

    Il film sci-fi con Ryan Gosling e l'alieno Rocky aveva incassato 12 milioni di dollari con le anteprime, che portarono a un incasso di 80,5 milioni di dollari al botteghino nel weekend di apertura. Ma c'è di più: gli incassi delle anteprime di Michael superano di gran lunga quelli di John Wick: Chapter 4 (8,9 milioni di dollari), che rappresenta finora il miglior debutto per Lionsgate dopo il Covid con un incasso di 73,8 milioni di dollari al primo weekend. Per un paragone, gli incassi delle anteprime di Michael sono i migliori per Lionsgate da Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 (16 milioni di dollari).

    Ci sono molti altri film che Michael sta superando, come Dune: Part Two (12 milioni di dollari), Toy Story 4 (12 milioni di dollari), Minecraft Movie (10,55 milioni di dollari) e Oppenheimer (10,5 milioni di dollari), solo percitarne alcuni. Inoltre, un altro ottimo segnale per il box office, è che Michael ha un punteggio del 96% su Rotten Tomatoes assegnato dal pubblico, nettamente diverso dal voto di 40% assegnato dalla critica.

    A livello internazionale i dati sono altrettanto promettenti: il biopic su Michael Jackson ha debuttato mercoledì nella maggior parte degli 82 mercati previsti incassando 18,5 milioni di dollari al primo giorno (incluse le anteprime di martedì). Escludendo le anteprime, il solo incasso di mercoledì è stato di 16,6 milioni di dollari. La Cina uscirà venerdì, mentre India, Bolivia e Pakistan giovedì, per un totale di 23.230 sale e 50.529 schermi all'estero.

    I migliori risultati sono arrivati ​​mercoledì in Francia, nel Regno Unito e in Irlanda, con incassi rispettivamente di 2,6 milioni di dollari: Michael è proiettato in 743 sale in Francia e ha registrato il miglior incasso di sempre per un biopic al suo debutto, superando di gran lunga gli incassi di mercoledì di "Oppenheimer" e "Bohemian Rhapsody". Il film si è classificato al primo posto, con un ottimo 41% degli spettatori.

    Nel Regno Unito e in Irlanda si è registrato il miglior incasso di sempre al debutto per un film biografico musicale, superando l'uscita di Bohemian Rhapsody e nettamente al di sopra delle uscite di venerdì di Elvis e Rocketman. Michael ha rappresentato il 71% del mercato totale mercoledì, conquistando ovviamente il primo posto in classifica.

    In Italia, il film ha incassato 1,3 milioni di dollari mercoledì in 480 sale con oltre 2.300 proiezioni, dominando il mercato con una quota del 72%, registrando la media per sala più alta con un margine significativo. E sì, anche da noi è il miglior incasso di sempre al debutto per un film biografico musicale, superando Bohemian Rhapsody.

    Sull'intero weekend, Michael dovrebbe incassare oltre 150 milioni di dollari in tutto il mondo, di cui 65-70 milioni provenienti dagli Stati Uniti, un record per un film biografico musicale, superando Straight Outta Compton del 2015 (60,2 milioni di dollari).

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  3. https://mjj.freeforumzone.com/d/11933721/MICHAEL-Commenti-considerazioni-e-pareri-del-film-sul-Re-del-Pop-/discussione.aspx?a=2#last

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  4. DEBUTTO DA RECORD PER "MICHAEL": OLTRE 1 MILIONE DI € IN ITALIA

    Credevamo avrebbe esordito bene, ma così bene neanche osavamo sperarci: nella sola giornata di mercoledì 22 aprile 2026, il film "Michael" ha frantumato ogni record incassando ai botteghini italiani la considerevole cifra di 1.099.269 € - con 135.026 spettatori e una media di 2.295 € in 479 cinema - diventando così il biopic musicale col miglior debutto nella storia cinematografica italiana.

    Meglio di "Bohemian Rhapsody" dei Queen (con cui la pellicola di Michael Jackson condivide il produttore Graham King) che al suo esordio nel 2018 incassò 824.900 €, con un primo week-end da 5.507.422 € e un totale mostruoso di 29.081.173 €.

    E meglio perfino del "Michael Jackson's This Is It", che il 28 ottobre 2009 - nonostante lo sconcerto e la commozione per la scomparsa del Re del Pop - incassò 421.135 € al debutto e 1.791.905 € il primo fine settimana, per un totale di 4.159.703 €.

    Ricordiamo inoltre il biopic "Elvis" (2022), con 159.828 € all'esordio, 880.821 € il primo week-end e un totale di 3.272.600 €.
    E il più recente "A Complete Unknown" di Bob Dylan (2025), che ha incassato 145.609 € al debutto, 1.339.744 € il primo fine settimana e 4.161.851 € in totale.

    Ma a impreziosire il successo dell'opera diretta da Antoine Fuqua e interpretata da Jaafar Jackson, c'è anche un altro dato: dei 1.525.632 € complessivi guadagnati ai botteghini mercoledì 22 aprile, due terzi sono composti soltanto dagli incassi del film "Michael", risultando così determinante per l'incremento del 185% rispetto a mercoledì 23 aprile 2025 e del 103% rispetto a sette giorni fa.

    C'è poco da fare: il Re è sempre il Re.

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  5. https://www.ilpost.it/2026/04/23/michael-biopic-michael-jackson/

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