Il ricordo di Rushka Bergman


 Articolo di Silvia Nucini (Vanity Fair 6/07/09)

Rushka Bergman è la persona che più di ogni altra - «eccetto i suoi figli, che per lui venivano prima di tutto», precisa con la voce rotta - è stata vicina a Michael Jackson in questi ultimi due anni. Si erano incontrati sul set di un servizio fotografico per L'Uomo Vogue, il primo che faceva da sedici anni: sarebbe stato anche l'ultimo.

Bruce Weber scattava, Michael dall'altra parte dell'obiettivo. Rushka, la fashion editor, aveva preparato per lui mille («E non è un numero a caso, erano proprio mille») abiti diversi. Durante lo shooting ballavano tutti e alla fine lui l'aveva salutata dicendole: "I love you".
Un mese dopo, quando il servizio era stato pubblicato, il cellulare di Rushka suonò: era Jackson. «Mi disse: "Sono così felice di questo servizio che vorrei diventassi la mia stylist personale. Ti andrebbe?". E io sono quasi svenuta».
Da qui inizia una collaborazione strettissima, un'amicizia vera, la condivisione di passioni artistiche. La pittura: «Aveva una cultura pittorica enorme, amava il barocco, potevamo parlarne per ore». Gli abiti: «Si discuteva di stile, accettava sempre le mie proposte senza imporsi. Gli chiedevo: "Ma sei sempre così malleabile?". Rispondeva: "Non si decide niente davvero nella vita" ». E la musica, naturalmente. «Lo scorso Natale squilla il telefono di casa, io non vedo il numero e non so chi sia. Sento una voce che mi canta l'opera, chiedo: "Ma chi parla?". Michael mi risponde: "Chi potrebbe essere?"».

Quale pensa sia la cosa che ha reso il vostro incontro così speciale?
«Credo dipendesse dal fatto che tra di noi non ci sono mai stati di mezzo i soldi. Io lavoravo per lui, ma non c'era contratto, non c'era cachet. Il nostro è stato l'incontro di due anime creative e artistiche. Ricordo che una sera, avevamo cucinato insieme, mi disse: "Ho sei manager, ma nessuno di loro mi ha mai preparato del cibo nè mai lo farebbe. Solo con te mi poteva capitare". Era profondamente convinto che i soldi non unissero le persone, anzi.»

Pensa che sia stato un uomo non capito?
«Era un uomo timidissimo, incapace di sedersi davanti a un microfono, con davanti decine di giornalisti, e dire quello che pensava, raccontare la sua verità. Semplicemente non ci riusciva e questo ha generato tante, troppe comprensioni. Ma ci sono milioni di persone nel mondo che hanno capito la sua genialità. Quando andavo in giro con lui la gente letteralmente impazziva, urlava il suo nome. Ho lavorato con tante altre celebrità e non ho mai assistito a niente del genere».

Che padre era?
«Questo è l'argomento che mi fa più male di tutti, e che faceva male anche a lui. Io l'ho visto con i suoi bambini: era un padre meraviglioso e presente, che cercava di far vivere ai suoi figli una vita il più normale possibile. Anche se era difficile: fuori da casa sua c'erano sempre, sempre i paparazzi. La stampa può fare di te un mito ma, allo stesso modo, può ucciderti».

Che cosa pensa di tutte le accuse che gli sono state mosse?
«Dal momento in cui l'ho conosciuto, non ho mai creduto a una sola parola scritta sul suo conto. Dicevano che era pazzo, pedofilo, gay. Tutto falso. Era un'anima totalmente pura. Non dava nemmeno valore alla sua enorme ricchezza: per lui i soldi erano carta».

Che cos'era lei, per lui?
«Mi diceva che ero la sua musa, che lo ispiravo. Mi rubava giacche, occhiali, accessori. Se volevo regalarglieli, mi diceva: "Facciamo che sono di tutti e due, tuoi e miei"».

Perché interveniva così pesantemente sul suo corpo?
«Erano esperimenti artistici, solo ed esclusivamente questo».

Era una persona sola?
«No, perché aveva i suoi figli e la sua musica. La sua arte gli teneva molta compagnia e gli permetteva di cicondarsi di persone di talento, visionarie come lui».

Come lo ricorderà?
«Attraverso tante cose: gli oggetti, le foto. Ma soprattutto con la sua musica, ciò che è rimasto anche ai suoi milioni di fan. Lui non c'è più, ma la sua musica è rimasta a parlarci di lui. E lo farà per sempre».

Rushka piange, non ho cuore di continuare. La saluto, ma lei mi interrompe.

 «Posso chiederle un favore? Vorrei che l'articolo che lei scriverà si intitolasse Forever, Darling. Perché questa era la cosa che lui diceva sempre a me. Diceva: non dimenticare, non dimenticarmi, io non ti dimenticherò mai, per sempre, tesoro. Forever, Darling».

5 commenti:

  1. Non dimenticare, non dimenticarmi, io non ti dimenticherò mai, per sempre, tesoro. Forever, Darling ...CARISSIMO Michael, ma come puoi pensare che possa esistere questa possibilità.
    Sei una genialità completa e imparagonabile di arte, di musica e d'amore.

    Amore per sempre Michael

    RispondiElimina
  2. MICHAEL FOREVER 7427 febbraio 2010 14:04

    PER SEMPRE NEL CUORE E NELL'ANIMA..
    DIMENTICARTI MICHAEL E' UNA PAROLA CHE NEMMENO ESISTE QUANDO CI SEI DI MEZZO TU..
    NESSUNO DI NOI POTRA' MAI FARLO..
    SEI NEL PIU' PROFONDO DELLE NOSTRE ANIME E PER QUELLO CHE TU CI HAI DONATO NON POTREMO MAI RICOMPENSARTI ABBASTANZA..
    AMORE,GLORIA E LODE ALL'UOMO PIU' SPECIALE E MERAVIGLIOSO CHE ABBIAMO MAI POTUTO SPERARE DI INCONTRARE NELLE NOSTRE VITE..
    FOREVER DARLING..
    AVEVO GIA' LETTO QUESTO ARTICOLO,HO AQUISTATO LA RIVISTA PER QUELLO, E' PER QUESTO CHE CHIUDO SPESSO I MIEI MESSAGGI CON LE PAROLE FOREVER DARLING..PERCHE' SAPEVO QUANTO MICHAEL LE AMASSE..
    I LOVE YOU FOREVER MJ..

    RispondiElimina
  3. DIMENTICARE???!!!
    DIMENTICARE COSA?? COME???!!
    Può il sole dimenticarsi di sorgere ogni mattino???
    Può la luna dimenticarsi di splendere in cielo???
    Possono le stelle dimenticarsi di splendere, la notte????
    Io posso dimenticare di mangiare,...di bere,....di lavarmi e di pettinarmi.....
    Posso anche dimenticarmi di...respirare!!!! Ma non posso, non posso proprio dimenticarmi di TE!!!!
    SEI NELL'ARIA che respiro.
    SEI NEL SOLE che scalda il mio viso.
    SEI NELLE LACRIME che riempiono i miei occhi....
    SEI NELLE MIE MANI quando prendo i tuoi dischi...
    SEI NEL MIO CUORE quando mi arriva la tua voce....
    DIMENTICARE COSA??? COME???!!!

    "HE WAS AN ANGEL WALK IN THE PLANET", parole di Kenny Ortega..
    Non ne so trovare di più adeguate...

    I LOVE YOU, FROM THE BOTTOM OF MY HEART,REALLY....

    RispondiElimina
  4. nn ti dimentikeremo mai re del pop sei una leggenda un mito un uomo meraviglioso...we love you ...god bless you...we miss you

    RispondiElimina
  5. Questi si che sono i veri amici...Quelli che ti sostengono sempre e comunque, quelli che sanno la verità.
    Quelli che non ti abbandonano quando qualcuno dice male di te.
    Ciao Michael..

    RispondiElimina

Sono ammesse critiche sia al sito che al personaggio, a patto che non siano offensive. In caso contrario, qualsiasi commento ritenuto non idoneo sara' eliminato senza essere pubblicato.

N.B: i commenti vengono pubblicati SOLO dopo essere stati prima approvati dall'amministratore.