Il ricordo di Mina


Se ne è andato un bambino. Che, probabilmente, non è mai stato veramente felice. Un bambino di cinquant’anni. Che non trovava pace nella continua ricerca di modificarsi per unificarsi a un modello che, forse, nemmeno lui aveva ben chiaro. Tante facce, troppe facce e nessuna definitiva, nessuna serena. Se ne è andato un bambino. E con lui se ne è andato il suo talento. Adesso, quelli della musica «dotta», sia classica che jazz, riusciranno a valutare il suo lavoro più serenamente.

Lo avevano soprannominato il re del pop. Termine vagamente derisorio se non dispregiativo col quale si usa definire la corrente musicale di carattere commerciale. Ma lui immagino che ne andasse fierissimo. Era esattamente quello che voleva. Arrivare diritto al cuore di tutti. E il bambino che se ne è andato, lì è arrivato e lì rimarrà. Nonostante la sua storia personale molto dura. Un padre violento che lo segnerà e atterrirà per sempre togliendogli dalla faccia e dal cuore anche il più piccolo segno di spensieratezza. Michael lo aveva dolorosamente svelato prima nella sua autobiografia Moonwalk, poi ne aveva parlato, fino ad arrivare alle lacrime, nell’intervista televisiva di Martin Bashir, nel 2003, dove raccontò che il padre, durante le prove o le sessioni di registrazione, ad ogni errore lo picchiava con la cintura o con qualsiasi altra cosa gli capitasse sotto tiro. Una notte, mentre lui dormiva, il padre piombò nella sua stanza da letto dalla finestra indossando una maschera terrorizzante e urlando a squarciagola. Da allora Michael soffrì di incubi e visse nel terrore che qualcuno lo rapisse.

Non c’è bisogno di scomodare Sigmund Freud per capire che da quel lungo trauma non è mai guarito. Le cifre della sua carriera sono fantasmagoriche, le più alte in assoluto sia come numero di spettatori che come numero di dollari percepiti. Eppure il bambino se ne è andato lasciando un mare di debiti. Un mare di chiacchiere. Un mare di delicati problemi legali. Un mare di parassiti. Un mare di enigmatica equivocità. Ma la musica, purtroppo o per fortuna, la musica non prende in considerazione alcuna piccolezza terrena, la musica rimane al di sopra delle teste dei suoi portatori, la musica svincola dalla storia umana. E il bambino che se ne è andato lascia dietro di sé l’oro della sua arte e il disegno animato delle sue sembianze fisiche.


fonte: lastampa.it

6 commenti:

  1. MICHAEL FOREVER 7426 febbraio 2010 13:55

    GRAZIE MINA..
    VORREI CHE QUESTE PAROLE PERO' QUALCUNO DI VOI"CHE CONTA" IN QUESTA ITALIA..MEDIOCRE E IPOCRITA ITALIA PER COME E' SEMPRE STATO TRATTATO MICHAEL,AVESSE OSANNATO MICHAEL QUANDO LUI NE AVEVA PIU' BISOGNO..
    MA GRAZIE COMUNQUE PER AVERLO FATTO ALMENO ORA..
    ONORE,LODE E AMORE PER L'UOMO PIU' SPLENDIDO MAI VISSUTO SULLA FACCIA DELLA TERRA PER SEMPRE..
    MY HEART IS YOUR MICHAEL..YESTERDAY ..NOW AND FOREVER..I LOVE YOU..

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  2. Secondo me il povero Michael ha cercato di modificarsi e di cambiare fisicamente non per sembrare più bello o migliore di noi, ma solo per sentirsi uno di noi, un semplice bambino,uomo,ragazzo che ride,che gioca,che scherza e che cerca di rivivere e di recuperare la sua infanzia perduta!!!
    e sono sicura (anzi, è così) che Michael oltre alle notizie, ai pettegolezzi e ai debiti ha lasciato anche tante bellissime canzoni e tanto amore...
    I LOVE YOU MICHAEL...!!!
    Vale

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  3. bellissime parole!!! Ho un sogno che improvvisamente mi frulla nella mente. Perchè Renato, Adriano, Elisa...e non oso neanche nominare te... non avete pensato a un grande tributo per lui. Pensa "She's out of my life" cantata da te, mi vengono i brividi!!! avreste riempito gli stadi. Ma le mie, le vostre sono soltanto...parole...parole...parole...

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  4. GRANDA MINA....MICHAEL ERA IL MEGLIO, UN BAMBINO,UN INNOCENTE BAMBINO.INCOMPRESO. MI DISPIACE CHE NON TI ABBIANO CAPITO,MIKE.IO L'HO FATTO E HO PRESO LA TUA POSIZIONE......TI AMOOOOOOOOOOO BY LULI

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  5. Credo che le considerazioni di Mina abbiano voluto di massima essere positive ....ma al tempo stesso ne si coglie nella ripetitività del termine ' bambino' la loro a mio giudizio limitatezza nel descrivere una personalità complessa....ma affatto infantile o di bambino come espresso. Michael ha dato esempi a più livelli di essersi costruito sulle proprie sofferenze personali , una personalità da vero e inarrivabile per tanti, UOMO! ...nell'umanita' che ha sempre dimostrato, nel rispetto verso il prossimo, nella dignità ampiamente dimostrata nell'affrontare le sfide calunniose che gli si sono proposte processualmente ( per mano di mediocri interessi economici o di altro tipo) ...e solo in ultimo di importanza nella professionalità con la quale si è dedicato al suo lavoro!!!
    Definire la sua personalità come quella di un bambino non gli rende giustizia né l'onore che merita; era piuttosto un 'anima pura con quell' anelito di felicità nel darsi al prossimo che rappresenta piuttosto l'aspetto più immediato del volto e del cuore di un bambino...senza sovrastrutture e ancora pieno solo d'amore. Spero che lassù potrò incontrarlo anche io.Grazie Michael.

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